(AGI) – Frosinone, 26 Agosto 2011 – I Nas di Latina hanno denunciato nella giornata di oggi un medico ed una infermiera che prestano servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Anagni. I due, infatti, secondo quanto spiegato in una denuncia, e secondo quanto e’ emerso da una perquisizione, avrebbero somministrato ad una ragazzina in preda ad una crisi convulsiva un farmaco scaduto. Questo ha comportato il peggioramento delle condizioni della minorenne. Il fatto e’ avvenuto nella tarda serata di ieri sera e, per motivi ancora avvolti nel massimo riserbo e’ arrivata una segnalazione ai carabinieri di Anagni che successivamente hanno interpellato i colleghi dello speciale Nucleo Antisofisticazioni. Questa mattina il controllo in ospedale, il rinvenimento del farmaco scaduto e la inevitabile denuncia alla Procura di Frosinone.
Fonte: http://www.agi.it/
Missione compiuta, per Trentino Sviluppo, in SPID Spa, azienda specializzata in sistemi informatizzati per la gestione del farmaco con sede in via Brennero a Trento. Tramite il suo braccio operativo, la Provincia autonoma di Trento aveva sostenuto la fase di consolidamento dell’iniziativa imprenditoriale, entrando nel marzo 2009 in SPID con una partecipazione del valore nominale di 500 mila euro. Negli ultimi due anni la società è passata da 3 a 5 milioni di fatturato, da 20 a 50 dipendenti ed ha un portafoglio ordini che presuppone un’ulteriore crescita già nei prossimi mesi. SPID è ormai in grado di “camminare con le proprie gambe”, perciò Trentino Sviluppo fa un passo indietro cedendo le proprie azioni a due soci privati: La Finanziaria Trentina Spa e Hmg Srl, azienda con sede in provincia di Milano, rientrando in tal modo dell’investimento fatto nel 2009.
Trentino Sviluppo Spa ha ceduto oggi, giovedì 21 aprile, le proprie azioni in SPID per un valore nominale complessivo di 500 mila euro, oltre al maggiore compenso dovuto in base ai patti parasociali: una quota del valore di 250 mila euro è stata acquistata da La Finanziaria Trentina Spa, una seconda quota, di uguale importo, è stata rilevata dall’azienda Hmg Srl con sede a Garbagnate Milanese (Milano).
«Un’operazione di notevole rilevanza – sottolinea Diego Laner, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – che ha consentito a SPID, anche con il supporto di Trentino Sviluppo, dapprima di riposizionarsi sul mercato e successivamente di migliorare la propria attrattività nei confronti di altri investitori. L’acquisizione delle azioni da parte degli investitori privati concretizza uno degli obiettivi primari di Trentino Sviluppo, rappresentato da un percorso virtuoso che supporta le aziende nelle fasi di start-up e consolidamento, per poi demandare ai privati lo sviluppo dell’impresa».
L’intervento nel capitale sociale di SPID per una quota pari a 500 mila euro era stato deciso da Trentino Sviluppo il 10 dicembre 2008 e sottoscritto il 6 marzo 2009. Un’operazione che rientrava negli interventi previsti dal “Piano attività” che fa riferimento all’art. 33 della legge provinciale 6/1999 (“legge unica dell’economia”), con l’obiettivo di sostenere, tramite lo strumento della partecipazione di consolidamento, un’impresa impegnata nella commercializzazione di “Busterspid”, innovativo sistema robotizzato capace di automatizzare parte del processo di gestione del farmaco nelle strutture sanitarie.
Trentino Sviluppo, tenendo fede all’obiettivo iniziale della propria partecipazione, ha quindi ritenuto di accettare l’offerta di acquisto delle proprie azioni avanzata dai soci privati, ai quali spetta ora il compito di proseguire in un percorso di ulteriore crescita e sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale.
«All’epoca del nostro investimento congiunto con Trentino Sviluppo, siamo ad inizio 2009 – spiega Massimo Fedrizzi, direttore de La Finanziaria Trentina Spa – la società aveva un fatturato di circa 3 milioni di euro e un patrimonio netto di 1,6 milioni di euro, non sufficiente ad ottenere dal sistema bancario i finanziamenti necessari per sostenere lo sviluppo di questa importante iniziativa. Dopo soli due anni, la società ha un fatturato di circa 5 milioni di euro, un portafoglio ordini che presuppone un’ulteriore crescita, ha incrementato la forza lavoro, gode di fiducia sul sistema bancario, è leader italiano nel proprio settore e ha chiuso un bilancio 2010 con un utile netto di oltre 500 mila euro ed una marginalità operativa superiore al 20%. Credo si tratti di bel caso di successo per il sistema Trentino, dove la partnership tra ente pubblico e finanza privata ha creato valore e sviluppo a tutti i soggetti coinvolti. Confidiamo di coinvestire con Trentino Sviluppo in altre iniziative, in quanto riteniamo che il modello misto pubblico-privato possa essere virtuoso e a beneficio del nostro territorio, nel rispetto delle differenti mission dei due soggetti».
Le società del gruppo SPID si occupano prevalentemente della realizzazione e commercializzazione del Sistema Busterspid, che rappresenta attualmente la soluzione più avanzata e diffusa presso le strutture sanitarie ed ospedaliere italiane per la gestione integrata della logistica del farmaco e per l’automazione del processo di prescrizione e somministrazione delle terapie. SPID ha avuto negli ultimi anni una costante ed ordinata crescita, in termini di fatturato, risultato economico e di numero addetti. La società prevede per il 2011 un fatturato complessivo di oltre 7 milioni, con un margine operativo di un milione ed un untile netto in crescita. Complessivamente nel gruppo SPID oggi lavorano 50 collaboratori. Entro breve tempo SPID varcherà anche i confini nazionali: il modello operativo SPID sarà attivato nel 2011 nelle strutture sanitari di altri paesi europei.
«La validità delle nostre idee – sottolinea Alessandro Zanotelli, presidente di SPID Spa – è ampiamente confermata dalle reazioni estremamente positive del mercato nei confronti delle nostre soluzioni e dei nostri prodotti. Negli ultimi 12 mesi SPID si è aggiudicata infatti appalti pubblici per un ammontare complessivo di oltre 30 milioni di euro in quasi tutte le regioni italiane. L’innovativo modello operativo basato sui prodotti SPID consente alle strutture sanitarie di ottenere importanti risultati sia dal punto di vista di gestione del rischio clinico sia dal punto di vista del risparmio. Per questo motivo anche in un contesto economico difficile, come quello attuale, le soluzioni SPID sono osservate con crescente interesse da soggetti pubblici e privati».
Il processo di ristrutturazione aziendale ha avuto inizio a fine 2010, con l’ingresso nella compagine sociale di HMG di Milano, operazione che ha consentito di rafforzare notevolmente la spinta commerciale nel mercato della sanità, su tutto il territorio nazionale.
Alla fine dello scorso mese di marzo GPI Spa di Trento ha acquisito una quota di partecipazione in SPID pari al 16,2%. GPI Spa, gruppo con oltre 700 dipendenti ed un fatturato di circa 40 milioni di euro nel 2010, è una società con sede a Trento che da molti anni è leader nel mercato del software e dei servizi sanitari. La somma delle competenze tecnologiche di SPID e GPI ha già portato all’aggiudicazione di importanti appalti e commesse.
«Con questi risultati – spiega ancora Zanotelli – SPID oggi s’impone come leader di mercato per quanto concerne le tecnologie ed i servizi di gestione del farmaco in ambiente sanitario. Auspichiamo di poter trovare presto, anche in Trentino, gli stessi riscontri che sta ottenendo, con le proprie soluzioni, nel resto d’Italia». (dm)
Provincia Autonoma di Trento – Comunicato Stampa nr.920 del 21/04/2011
Fonte: http://www.uffstampa.provincia.tn.it/
L’articolo pubblicato sul quotidiano l’Adige – 22/04/2011
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File: l'Adige 22 Aprile 2011 (493.80KB) Data: 22/04/2011 Visite: 184 Descrizione: |
L’articolo pubblicato sul quotidiano Trentino – 22/04/2011
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File: SPID Spa - trentino 22-4-2011 (493.80KB) Data: 22/04/2011 Visite: 105 Descrizione: |
Ricoverata, mi sono sentita dire che per quanto riguardava i miei farmaci “personali” (sono cardiopatica) dovevo portarli da casa e gestirli da sola. Quando le mie scorte si sono esaurite, il medico di base mi ha detto che non poteva farmi avere ulteriori prescrizioni perché di tutte le mie cure era responsabile l’ospedale; in ospedale mi hanno invece risposto che dovevo arrangiarmi perché quei farmaci non avevano niente a che fare con le cure per cui ero stata ricoverata. Possibile che non ci siano regole per casi come questi? Lettera firmata
Risponde Leonardo La Pietra,
direttore sanitario Ieo (Iestituto Europeo di Oncologia), Milano
La domanda della lettrice solleva un problema di rilievo e molto comune, visto che negli ospedali è facile siano presenti pazienti anziani con più patologie croniche che richiedono una politerapia. Anche se non esiste una normativa specifica, a livello nazionale, la regola generale alla quale ogni struttura e ogni professionista che opera all’interno del Servizio sanitario nazionale deve attenersi è quella della cosiddetta “continuità assistenziale”. E gli standard internazionali degli ospedali della Joint Commission (l’ente americano che accredita le strutture sanitarie di eccellenza in tutto il mondo e, tra gli altri, anche l’Ieo) confermano questa regola. La continuità assistenziale prevede che il paziente quando viene ricoverato in un ospedale (anche in un reparto o in una struttura altamente specialistica) debba essere messo in grado di continuare a seguire la terapia che abitualmente riceve a casa propria. Questo significa che la struttura sanitaria (e in particolare il medico che “accetta” il paziente) ha il dovere di informarsi, al momento dell’ingresso in reparto del malato, sui farmaci che quest’ultimo assume a casa, e successivamente ha il compito di confermare la cura o di sospenderla o di modificarla, facendo in particolare attenzione alle eventuali interazioni con la terapia che sarà somministrata durante la degenza in ospedale. Il caposala (o l’infermiere incaricato dal caposala) dovrà, quindi, prendere in consegna i farmaci personali del paziente (niente medicinali in “autogestione” lasciati sui comodini!), registrarli in cartella e provvedere alla somministrazione di tutta la terapia farmacologica prescritta dal medico. I farmaci personali del paziente andranno conservati in un luogo idoneo e restituiti al paziente alla dimissione. Qualora il ricovero dovesse prolungarsi e i farmaci personali del paziente non fossero sufficienti a garantire il prosieguo della terapia, l’ospedale dovrà approvvigionarsi, attraverso la sua farmacia, dei medicinali necessari anche se si tratti di farmaci “super specialistici”. E val la pena ricordare che questo, oltre a costituire l’unico comportamento corretto, permette al Servizio sanitario di risparmiare perché gli ospedali acquistano tutti i farmaci a metà prezzo, mentre le Asl che sostengono i costi al posto del malato, se quest’ultimo li acquista con ricetta del medico di base, li pagano per intero. In nessun caso, dunque, va chiesto al medico di famiglia di provvedere alla prescrizione di farmaci necessari al paziente durante il ricovero in ospedale. Il medico di famiglia andrà invece, ovviamente, contattato per il rinnovo della prescrizione dopo la dimissione
Daniela Natali
Fonte: www.corriere.it